I Più Famosi Impressionisti >> Jean Frederic Bazille

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JeanFrederic Bazille

 

Jean Frédéric Bazille (Montpellier, 6 dicembre 1841 – Beaune-la-Rolande, 28 novembre 1870) è stato un pittore francese.
Jean-Frédéric Bazille nacque il 6 dicembre 1841 a Montpellier, in Francia, primogenito di Camille Vialars, ricca ereditiera di vasti domini agricoli a Lattes, e di Gaston Bazille, benestante vicesindaco di Montpellier, noto anche per essere stato senatore repubblicano dell'Hérault, presidente della Società di agricoltura e viticoltore di tutto rispetto. Dopo il diploma di maturità si trasferì a Parigi per intraprendere gli studi di medicina. Lui, tuttavia, aveva già maturato un'esplosiva passione per la pittura, frequentando assiduamente il museo Fabre di Montpellier, dove scoprì i capolavori di Veronese, e attraverso la conoscenza del vicino Alfred Bruyas, collezionista con un gusto contagioso per l'arte contemporanea, in special modo Delacroix e Courbet. Già da adolescente decise di coltivare la sua passione seguendo le lezioni di disegno e modellato di Auguste Baussan, sempre a Montpellier.
Una volta giunto a Parigi, vera e propria capitale dell'arte mondiale in quel periodo, il giovane Jean-Frédéric era fermo nel proposito di studiare medicina. Il contatto con il Louvre e con la vibrante scena artistica parigina, tuttavia, fecero naufragare definitivamente le sue primitive intenzioni: fu così che Bazille, nonostante i feroci dissensi della famiglia, decise di consacrare la propria carriera alle Belle Arti. Poco più che ventenne Bazille iniziò a frequentare i corsi tenuti da Charles Gleyre, un modesto pittore accademico che in un suo studio privato preparava gratuitamente un gruppo ristretto di allievi in modo da sopperire alle vistose carenze del sistema scolastico.
Qui Bazille ebbe modo di perfezionare la sua tecnica pittorica, esercitandosi nel disegno, nella copia dei nudi e in tutte quelle varie discipline previste dagli studi accademici. Ma, fatto ancora più importante, nella classe di Gleyre avvenne l'incontro - cruciale per la maturazione pittorica di Bazille - con Renoir, Sisley e Monet, altri artisti che come lui avevano maturato una spiccata insofferenza alla claustrofobia degli atelier, confortevoli ma assolutamente anonimi, e alla sterilità dei principi accademici. Palpabile era invece l'entusiasmo per Delacroix, Corot e soprattutto per i pittori di Barbizon, un gruppo di artisti che nel 1848 avevano fondato una colonia nella foresta di Fontainebleau per lavorare a contatto diretto con la natura, considerata l'unico, vero esempio da seguire.
Fu proprio seguendo l'esempio dei Barbisonniers che nell'aprile 1863 Bazille intraprese con i suoi amici un breve viaggio a Chailly-en-Bière, un piccolo villaggio al limitare della foresta di Fontainebleau, in modo da rifugiarsi nella natura selvaggia con tela, cavalletto e colori, proprio come i loro predecessori: di questo fecondo soggiorno ci rimane un olio su tela denominato proprio Paesaggio a Chailly. Successivamente si sarebbe recato anche a Méric, sulle rive del Lez, ritornandovi ogni anno e a Aigues-Mortes (estate 1866). Nonostante i severi ammonimenti del padre, scettico verso la sua «grande calura di agosto» e del fatto che non ci fossero mai stati «dipinti che raffigurino Aigues-Mortes», Bazille vi individuò uno scenario ideale per assimilare e interiorizzare gli insegnamenti dell'amico Monet:
Nonostante le varie fughe dalla capitale Bazille fu sempre molto attento a ciò che accadeva nella scena principale dell'arte e, insieme agli amici, fu immensamente stimolato dalla comparsa della Colazione sull'erba di Édouard Manet, tela che rinnegava l'ipocrita sostegno del pretesto mitologico e allegorico e affrontava invece un'ordinaria scena borghese tratta dalla vita quotidiana. Lo stesso Bazille posò per una Colazione sull'erba dell'amico Monet, purtroppo mai portata a termine essendo stata bersaglio di dure critiche di Gustave Courbet, caposcuola del realismo e altro nume tutelare del gruppo.
L'amicizia che legava Bazille e i suoi colleghi si era nel frattempo consolidata, dando vita a un rapporto simbiotico e di grande produttività. Con loro condivise non solo le prime, fondamentali esperienze di pittura en plein air ma anche le interminabili discussioni al Café Guerbois, locale al n. 11 di rue des Batignolles dove la bande si riuniva per scambiare esperienze comuni e per vagliare nuove teorie estetiche. La fisionomia del movimento impressionista, ben esemplificata nella seguente spiegazione dell'Enciclopedia Treccani, si era ormai quasi consolidata:
Lo stesso Bazille era animato dall'ardente proposito di distaccarsi dai canali artistici ufficiali e di organizzare una mostra collettiva, preludendo così alla futura inaugurazione della mostra Impressionista del 1874. Frattanto lavorò alacremente e dipinse diversi quadri, fra i quali vale la pena citare I pesci, quadro con cui ha debuttato al Salon del 1866, L'atelier di Bazille, Scena d'estate, La riunione di famiglia, Veduta del villaggio, La toilette. D'altronde egli non era affatto turbato da preoccupazioni di natura economica, ricevendo mensilmente una pensione dei genitori, debitamente sfruttata per l'acquisto di diversi atelier, sei in tutto.

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